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Notizie e curiosità



24/04/2017
Carmine Lupia nominato direttore della Riserva Valli Cupe

SERSALE (CATANZARO) - Carmine Lupia, laureato in agraria, botanico ed esperto di politiche ambientali, è il primo direttore della Riserva naturale Valli Cupe. Lupia, principale artefice di quello che è diventato negli anni un vero e proprio "caso" in ambito turistico (sono decine di migliaia i visitatori che annualmente giungono nell'area punteggiata da cascate e canyon che custodiscono autentici tesori naturalistici), si è classificato al primo posto della graduatoria risultante dalla procedura di selezione pubblica indetta dal Comune di Sersale, ente gestore della Riserva e alla quale hanno partecipato quattro candidati.

Lupia, autore di diversi volumi sulla flora e la fauna della regione, l'ultima sua pubblicazione è "Etnobotanica: piante e tradizioni popolari in Calabria" con prefazione di mons. Domenico Graziani, vescovo Crotone-Santa Severina, ha ricoperto la carica di presidente della Comunità Montana della Presila Catanzarese, di dirigente regionale FAI (Fondo Ambiente Italia), componente del Comitato tecnico-scientifico per le aree protette della Regione Calabria ed è stato relatore in convegni nazionali del FAI (Napoli 2010), al Festival del Paesaggio di Asti (2010), al Convegno "Europa e Mediterraneo nella bufera", promosso da Obi a cui ha partecipato il Premio Nobel per la Pace Shrin Ebadi (2011) e sul turismo sostenibile organizzato dalla Sorbona di Parigi (2011).

"Carmine Lupia - ha detto il sindaco di Sersale, Salvatore Torchia - è stato lo scopritore e l'esploratore, nonché il promotore del 'fenomeno Valli Cupe' e, assieme alla cooperativa 'Segreti Mediterranei', di cui è presidente Rossella Capellupo, esperta in scienze turistiche, in circa due decenni di appassionato lavoro, è riuscito a far conoscere 'il segreto meglio custodito d'Europa' come ha definito quest'area il naturalista belga John Bouquet, in Italia e in Europa, mobilitando i media regionali, nazionali e internazionali. Anche la Bbc, la prestigiosa emittente del Regno Unito ha realizzato qui uno splendido documentario".(ANSA)



27/03/2017
Valli Cupe in mostra gioielli Richemont: realizzate nella Riserva alcune immagini di Guido Taroni

SERSALE (CATANZARO) - Ci saranno anche due foto di paesaggi della Riserva naturale "Valli Cupe", su un totale di 14, tra le immagini che nel prossimo autunno faranno parte della mostra di gioielli di Richemont in allestimento con tappe a Londra, New York e Milano. A realizzare gli scatti fotografici è stato Guido Taroni, figlio di Giorgio, gallerista e collezionista d'arte, nipote di Giovanni Gastel, uno dei più grandi fotografi di moda a livello internazionale.

Per due giorni, Taroni, con la sua troupe e cinque modelle milanesi con indosso gioielli d'ingente valore, ha visionato gli habitat più suggestivi dell'area. Il fotografo si è detto "affascinato dalla purezza della luce e dai contrasti di panorami mediterranei risparmiati da processi di modificazione antropica". Taroni ha effettuato la missione nell'area del catanzarese, da poco diventata Riserva naturale regionale, su suggerimento di Giampiero Bodino, maestro dell'Haute Joaillerie italiana e direttore artistico di Richemont, colosso internazionale del lusso che annovera tra i suoi marchi Cartier e Montblanc.

Guido Taroni, prima di darsi interamente ai "clic" artistici, come modello ha prestato il proprio volto a campagne per alcune tra le più prestigiose linee della moda pret-a-porter ed è stato protagonista, in esclusiva per Sky Arte HD, anche di un viaggio nei luoghi incantati del Belpaese. La sua prima mostra, "Sogni Sospesi", è legata alla scoperta di un baule chiuso da più di ottant'anni, riposto in una soffitta dell'antica villa di famiglia a Cernobbio, dentro il quale erano conservati un gruppo di eleganti abiti di haute couture appartenuti alla bisnonna Carla Erba Visconti di Modrone. (ANSA)



24/03/2017
Cosa dicono di noi: la rassegna stampa sulla Riserva Naturale Valli Cupe
20/03/2017
La Riserva Naturale Valli Cupe sul "National Geographic"

La Riserva "Valli Cupe" sulle pagine del "National Geographic": "visita guidata nella nuova Riserva Naturale regionale Valli Cupe, un paradiso naturalistico e geologico sconosciuto ai più" (http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2017/03/20/foto/calabria_canyon-3462213/1/).

"Esistono luoghi che hanno qualcosa di mistico ed emblematico allo stesso tempo. Luoghi in cui la Natura continua a fare il suo corso lontano dal rumore delle grandi città, e dove il tempo sembra essersi fermato. Uno di questi luoghi è la Riserva naturale regionale Valli Cupe, istituita lo scorso dicembre con un'approvazione all'unanimità della proposta di legge del Consiglio regionale della Calabria". Il titolo dell'articolo ospitato dal "National Geographic" Italia, una delle più grandi istituzioni scientifiche ed educative non profit al mondo la cui sede si trova a Washington, è: "Nel Grand Canyon calabrese".

L'articolo del Nationa Geographic si sofferma sui paesaggi della Riserva: "Qui monti e vallate dalla vegetazione fittissima degradano dolcemente verso il Mar Ionio. Fiumi, torrenti e ruscelli serbano ancora acque limpide e cristalline che modificandosi lungo il percorso si trasformano in enormi salti mozzafiato regalando cascate e scenari degni di nota. Percorrendo la SS106 si imbocca il bivio per Cropani e si sale fino a Sersale. Già mentre si procede verso il paese lo scenario cambia, dal paesaggio tipicamente marino si sale verso colline che - seppure a pochi chilometri dalla costa - sembrano incontaminate.

Arbusti, macchia mediterranea e steppe aride si susseguono in un paesaggio pittoresco che accompagnano il visitatore fino al momento in cui si scorge l'agglomerato antropico che sembra essere stato posato delicatamente sull'aspro terreno. Siamo a Sersale, 740 metri sul livello del mare. La varietà floristica dei paesaggi è molto articolata, si passa dall'arboreto tipico composto da uliveti e castagneti, alla macchia mediterranea, fino ad arrivare ai querceti e ai castagneti". E ancora: "In quest'ultima fascia più in quota il clima montano-mediterraneo è caratterizzato da precipitazioni nevose in inverno che, sciogliendosi in primavera, aumentano la portata dei corsi d'acqua. Questo porta all'origine di particolari microclimi che consentono l'insediamento di specifiche associazioni vegetali che vanno a creare piccole riserve di biodiversità". Infine, l'articolo firmato dal fotografo-naturalista Giuseppe Intrieri, spiega che "Il Canyon che dà il nome alla Riserva Naturale Regionale è il Canyon Valli Cupe. Si tratta di una rara formazione geologica profondamente incassata in un substrato costituito da conglomerato poligenico - di straordinario effetto scenografico - originatasi a seguito della lenta azione di scavo esercitata dal torrente omonimo, che nasce a circa 700 metri di altitudine, alle pendici meridionali del Monte Crozze. Fin dalla prima parte del suo corso il torrente Valli Cupe scorre in una profonda forra che assume ben presto la caratteristica profonda incisione nota come Canyon delle Valli Cupe e, dopo un percorso di circa 15 chilometri, si tuffa nelle acque del mar Ionio all'altezza di Sellia Marina. Senza dubbio il canyon delle Valli Cupe costituisce l'attrazione principale dell'intera zona; secondo alcuni si tratterebbe tra l'altro del secondo canyon più alto d'Europa costituito da pareti di rocce sedimentarie. Si può dire che sia uno dei pochi posti in Calabria dove si fa sul serio turismo ecosostenibile: oltre alle cascate e alle gole che caratterizzano la zona, ci sono boschi secolari, rovine di monasteri e siti archeologici che fanno della nuova Riserva un vero tesoro naturalistico e paesaggistico".

(Riserva Naturale Valli Cupe/Ufficio comunicazione)

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29/12/2016
Valli Cupe diventano Riserva regionale

CATANZARO - È diventata Riserva naturale regionale l'area delle Valli Cupe, quell'impasto di natura e paesaggio d'impronte spiccatamente mediterranea che il naturalista belga John Bouquet definì come "Il segreto meglio custodito d'Europa". Un traguardo importante - sancito dall'approvazione alla unanimità della legge istitutiva in Consiglio regionale della Calabria, promulgata dal presidente della Regione, Mario Oliverio - per l'area territoriale che tra incantevoli cascate immerse in luoghi incontaminati, canyon che celano tesori di biodiversità inaspettati, viste mozzafiato su gole e dirupi, alberi secolari e autentiche rarità botaniche e non solo, da anni catalizza l'interesse e l'attenzione di moltitudini di turisti e appassionati.

Un itinerario autenticamente alternativo, a metà strada tra la costa Jonica e le prime pendici della Sila catanzarese, siamo tra i comuni di Sersale e Zagarise, a poca distanza anche dal capoluogo, dove domina l'incanto della natura selvaggia e lussureggiante che si fonde con tracce e monoliti che rimandano ad un passato anche remotissimo e denso di eventi. Così la vista si perde tra un canyon lungo dodici chilometri (per quattro ore circa di cammino), e ben 101 cascate, nessuna delle quali è uguale all'altra, scoperte e catalogate una ad una: dall'Infernaccio, al Campanaro, dal Crocchio all'Aquila delle Grotte.

Qui, tra villaggi dimenticati (Barbaro, già fiorente comunità annientata dalla pestilenza)e i ruderi della città settecentesca di Marcaglione, miseramente abbandonata, rivivono e s'intrecciano frammenti di leggenda e tasselli di storia che rimandano dapprima alla presenza vivificante dei monaci basiliani (furono loro a introdurre alcune piante sconosciute) e quindi a un'epoca relativamente più recente, contraddistinta dal fenomeno del brigantaggio.

A caratterizzare l'"appeal" ormai indiscusso e consolidato della riserva Valli Cupe (la terza a carattere regionale dopo quelle della Foce del Crati e di Tarsia) è la possibilità di uscire fuori dai circuiti tradizionali e di legare il mare ai monti (in tempi ulteriormente ridotti grazie alle migliorate vie di comunicazione stradale) all'insegna del trekking, a piedi o a dorso d'asino con sullo sfondo la bellezza di autentici tesori naturalistici. Una sorta di piccolo miracolo per questo vero e proprio scrigno di biodiversità che si rinnova di stagione in stagione compiuto grazie all'opera instancabile del botanico Carmine Lupia e dei soci della cooperativa Segreti Mediterranei di Sersale. (ANSA)




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